09 Nov BASOVIZZA TRIESTE
I primi documenti nei quali viene riportato il toponimo dellodierna Basovizza Bazovica risalgono alla fine del XIII secolo, derivando dallo sloveno dialettale bez (gen. besa) con allargamento ov e suffisso diminutivo ica piccolo sambuco, toponimo derivante dalla presenza nella zona di questo tipo di flora. Lorigine, ed il successivo sviluppo, della borgata si lega quasi certamente all’incrocio di importanti strutture viarie di epoca romana, lungo le quali anche altri nuclei del Carso triestino avevano una significativa collocazione. La
borgata conserva ancora oggi sul proprio tessuto edilizio storico (relativamente ben conservato, anche se interventi ristrutturativi e ampliamenti sullesistente o nuove costruzioni eseguiti sopratutto nel secondo dopoguerra, e negli anni 50 60 del secolo scorso hanno alterato e de connotato laspetto di alcune zone del villaggio) i segni della vocazione agricola del territorio all’interno del quale si inserisce.
Infatti base ed elemento generatore della struttura urbana è il sistema a corte: motivato dal condizionamento di tipo meteorologico influiva non solo sulle scelte progettuali
del singolo edificio ma anche sulla dislocazione degli elementi costitutivi il complesso abitativo, che infatti presentava una disposizione dei vari elementi dellinsieme edilizio cioè dellabitazione, della stalla e degli spazi riservati all’attività agricola a corte chiusa dove anche la recinzione dellinsieme assumeva un ruolo importante, con funzione di difesa della privacy oltre che dai fenomeni atmosferici. La conseguenza era che, per raggiungere superfici soddisfacenti, gli edifici, in particolare quelli più importanti riservati all’abitazione e alla
stalla, dovevano necessariamente assumere una forma allungata. Questo sistema a corte è ancora individuabile in molti isolati del borgo.
Il suo edificato scomposto da vie strette e tortuose, accoglie al suo interno alcuni elementi urbani particolarmente significativi. Il primo di essi è senz’altro la chiesa attuale dedicata a S. Maria Maddalena, prospettante alla piazza principale del paese. Essa è stata costruita dal Comune di Trieste tra gli 1855 e 1857,sul sedime della vecchia chiesa risalente al 1336,
consacrata da Fra Pace da Vedano, di dimensioni molto minori. Precedentemente, sopra tutto nel corso del XVIII secolo, si realizzarono interventi puntuali nel cuore del paese, che pur non trasformandone in modo significativo le caratteristiche originarie, avrebbero consentito di inserire al suo interno alcune funzioni particolarmente significative:la stazione di posta, la cisterna pubblica, il magazzino e la casa doganale, all’incrocio tra le strade che conducono ad Opicina e al valico confinario di Basovizza.
Gli edifici doganali, la chiesa e la stazione di posta si dispongono, seguendo questordine, sul lato nord della strada per Corniale, tra il borgo rurale ed il margine esterno
creato dalla strada stessa. La chiesa e la stazione di posta vengono a loro volta separate da un asse centrale, quello che prosegue per Opicina da un lato e per Sezana dellaltro; lungo tale asse è possibile cogliere altri due elementi significativi dellabitato: una cortina edilizia omogenea sul lato della strada rivolto ad ovest, e sul lato opposto una corte chiusa capace di configurarsi come elemento caratteristico e significativo nella formazione della struttura urbana di Basovizza.
Altri elementi caratteristici della borgata, sono lo stagno carsico esistente nell’area verde attrezzata a est del paese, mantenuto e conservato dal Comune, il Centro
Didattico Naturalistico della Stazione della Guardia Forestale di Basovizza.